
Rischia di essere sottoposto a una misura cautelare chi invia messaggi molesti all’ex fidanzata tramite Facebook. La Cassazione ha infatti confermato gli arresti domiciliari disposti dal tribunale del Riesame di Potenza nei confronti di un uomo che, non accettando la fine della sua storia sentimentale, continuava a perseguitare la ex compagna con telefonate, sms e messaggi su Facebook. Attraverso il Social Network, l’indagato aveva anche diffuso un video in cui lui e l’ex fidanzata consumavano un rapporto sessuale. Il gip di Lagonegro aveva inizialmente disposto il carcere per l’uomo, misura poi attenuata dal Riesame con gli arresti domiciliari, ma l’indagato aveva presentato ricorso per tornare in liberta’. La Suprema Corte (sesta sezione penale, sentenza n.32404) ha dichiarato inammissibile il ricorso, condividendo la sussistenza dei “gravi indizi di colpevolezza” relativi alla condotta prevista dall’articolo 612 bis del codice penale (“atti persecutori”) e ritenendo l’ordinanza impugnata “assistita da motivazione congrua e immune da censure di ordine logico”.
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